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Graminacee: Non solo erba da calpestare

Graminacee: Non solo erba da calpestare

Graminacee: Non solo erba da calpestare

QUANDO si parla di graminacee in genere si pensa all’erba: in alcune lingue i due termini sono addirittura sinonimi. A molti il termine ricorda solo allergie primaverili.

Se vivete in città potreste pensare di avere ben poco a che fare con queste piante. Eppure, quasi tutti veniamo a contatto ogni giorno con qualche graminacea e con prodotti ottenuti da esse. Quali specie comprende la famiglia delle Graminacee? E come le utilizziamo?

La famiglia delle Graminacee

La famiglia delle Graminacee, o Poacee, comprende migliaia di specie diverse, in gran parte erbacee. Tutte queste specie, in genere, hanno in comune alcune caratteristiche particolari. Prendete una pianta qualsiasi e osservatene bene il fusto.

È cilindrico e cavo e presenta nodi ingrossati? Le foglie sono allungate, piatte e strette, percorse da nervature parallele, e si sviluppano a partire da una guaina che avvolge il fusto? Le foglie si alternano sui lati opposti del fusto, formando due file verticali? Le radici sono un groviglio di minuscole fibre anziché un’unica radice ramificata? I fiori — se si vedono — sono poco appariscenti e piccoli, riuniti in infiorescenze a spiga, a racemo o a pannocchia? Se avete risposto di sì a queste domande, molto probabilmente la pianta che avete davanti appartiene alla famiglia delle Graminacee.

Anche se le graminacee hanno un aspetto alquanto uniforme, esiste una straordinaria varietà: si contano dalle 8.000 alle 10.000 specie. Alcune sono alte solo 2 centimetri, mentre certi bambù raggiungono i 40 metri. Le graminacee costituiscono una parte fondamentale della vegetazione del nostro pianeta. E non c’è da meravigliarsene, perché sono una delle famiglie di piante più adattabili che esistano: crescono nelle regioni polari così come nei deserti, nelle foreste pluviali tropicali così come sulle ventose pendici dei monti. Intere formazioni vegetali — come le steppe, i llanos dell’America centro-meridionale, le pampas, le praterie e le savane — sono dominate dalle graminacee.

Uno dei segreti del successo di varie specie di graminacee è la robustezza. A differenza di quanto avviene in molte altre piante, nelle graminacee l’accrescimento non avviene in cima, ma in corrispondenza dei nodi. E nuovi germogli possono nascere da fusti che crescono orizzontalmente sul terreno o sotto di esso. Così quando la cima dell’erba viene falciata o mangiata dalle mucche il suo accrescimento continua, mentre in molte altre piante cessa. È per questo che falciando spesso un prato si favorisce la crescita dell’erba e non di altre piante, per cui il prato in genere diventa folto e bello a vedersi.

Inoltre, nella maggior parte delle graminacee se il fusto viene piegato dal vento o viene calpestato può raddrizzarsi crescendo più in fretta dalla parte piegata verso terra. Per questo in genere le graminacee si riprendono velocemente dopo essere state danneggiate: è un fattore, questo, che le avvantaggia rispetto ad altre piante nella lotta per la luce del sole. Possiamo essere contenti che le graminacee siano piante così resistenti. Dopo tutto, dipendiamo da esse.

Piante dai molti usi

La famiglia delle Graminacee non è solo la famiglia più numerosa di Angiosperme (piante dotate di apparato fiorale e ovario), ma è anche la più importante. Un botanico ha detto che sono la base della nostra alimentazione. Sono “come una diga che protegge l’umanità dalla carestia”. Cercate di ricordare cosa avete mangiato oggi. Avete iniziato con una colazione a base di cereali come miglio, riso, avena o sorgo? In tal caso, avete mangiato semi di graminacee. O forse avete mangiato una brioche o del pane. La farina con cui erano fatti era stata ottenuta macinando chicchi di graminacee: grano, segala, orzo e altri cereali sono tutte graminacee. Lo stesso discorso vale per corn-flakes, polenta e tortillas a base di farina di mais. Avete indovinato: anche il mais è una graminacea. Avete messo lo zucchero nel tè o nel caffè? Più di metà dello zucchero prodotto in tutto il mondo si ricava dalla canna da zucchero, che è una graminacea. In un certo senso anche latte e formaggio sono un sottoprodotto delle graminacee, in quanto è di graminacee che si nutrono in genere mucche, pecore e capre.

Che dire del pranzo? Sia la pasta che la pizza sono fatte di farina di grano. Polli e tacchini spesso vengono nutriti con granaglie. I bovini mangiano graminacee di ogni tipo. Pertanto, in buona misura, le uova, il pollame e la carne bovina che mangiamo non sono che graminacee metabolizzate da un organismo animale. Le graminacee, inoltre, si possono anche bere. A parte il latte, molte bevande alcoliche si ottengono a partire da graminacee: birra, whisky, rum, sakè, kvas e la maggior parte della vodka.

Non preoccupatevi se non abbiamo menzionato il vostro piatto preferito. Non è proprio possibile elencare tutti gli alimenti che derivano dalle graminacee. Qualcuno ha calcolato che in tutto il mondo più di metà delle calorie che si assumono con il cibo derivano da graminacee. Questo non è strano, dal momento che ben il 70 per cento delle terre coltivate è dedicato alla produzione di graminacee!

Ma le graminacee non servono solo per l’alimentazione. Se la vostra abitazione ha le pareti di argilla e paglia, sono le graminacee a conferire loro solidità. In varie parti del mondo i tetti sono di paglia. Nel Sud-Est asiatico si usa il bambù per fare impalcature, tubazioni, mobili, pareti e molti altri oggetti. Alcune graminacee si possono intrecciare per ottenere tappetini e ceste, mentre altre provvedono la materia prima per fabbricare colla e carta. E non dimentichiamo i vestiti. La maggior parte degli animali da cui ricaviamo lana e cuoio si nutrono di erba, ovvero sostanzialmente di graminacee. E l’ancia degli strumenti a fiato detti “legni”, come il clarinetto, si ottiene da una graminacea, la canna della specie Arundo donax. Non è stato trovato nessun altro materiale che possa competere con la canna naturale per questo scopo.

Le graminacee rivestono e adornano buona parte del pianeta. E che vista meravigliosa, pacifica e rilassante è un prato verde o un praticello inglese ben curato! A motivo della grande massa di vegetazione che sviluppano, le graminacee sono un’importante fonte di ossigeno. Inoltre, le loro radici sottili proteggono il suolo dall’erosione. Se pensiamo a quante cose si possono fare con esse, non ci sorprenderà scoprire che il loro uso e la loro coltivazione hanno una lunga storia.

La storia delle graminacee

La prima volta in cui vengono menzionate è nel racconto biblico della creazione. Nel terzo giorno creativo Dio disse: “La terra faccia germogliare erba”. (Genesi 1:11) Con tutta probabilità, buona parte di questa “erba” era formata da graminacee. Tutte le principali civiltà sono dipese da qualche graminacea. Ad esempio, l’alimentazione degli antichi egizi, greci e romani si basava sul grano e sull’orzo; quella dei cinesi sul miglio e sul riso; quella delle popolazioni della valle dell’Indo sul grano, sull’orzo e sul miglio; quella dei maya, degli aztechi e degli inca sul mais. E le steppe sconfinate provvidero l’erba necessaria ai cavalli delle orde mongole. Sì, le graminacee hanno sempre avuto un ruolo molto importante per l’umanità.

La prossima volta che vedete un campo di mais che ondeggia al vento, un bel prato verde o anche solo qualche umile filo d’erba che cresce tra le pietre di un marciapiede, forse vi fermerete a riflettere su questa famiglia di piante meravigliosa e dai mille usi. Forse vi sentirete anche spinti a ringraziare il suo grande Progettista, Geova Dio, come fece il salmista quando cantò: “O Geova mio Dio, ti sei mostrato molto grande. . . . Fa germogliare l’erba verde per le bestie, e la vegetazione per il servizio del genere umano, per far uscire cibo dalla terra . . . Lodate Iah!” — Salmo 104:1, 14, 31-35.

[Diagramma/Immagini alle pagine 16 e 17]

(Per la corretta impaginazione, vedi l’edizione stampata)

Struttura di una graminacea

Principali tipi di infiorescenze

A spiga

A racemo

A pannocchia

Radici fibrose

Guaina

Foglia

Fusto (culmo)

Nodo

[Immagini a pagina 18]

Oggi avete mangiato graminacee?

[Immagine a pagina 18]

O le avete bevute?

[Immagine a pagina 18]

Anche loro si nutrono di graminacee

[Immagine a pagina 18]

Forse vivete in un’abitazione fatta con graminacee